Il Bebop

Il Bebop: le origini

Il Bebop, chiamato anche Bop, è uno stile musicale nato a New York nei primi anni ‘40.

Il Bebop è uno stile capriccioso, di notevole difficoltà esecutiva, basato su ritmi intricati, armonie ardite, melodie tortuose e poco orecchiabili. Le parti vocali sono fondate su grotteschi vocalizzi “scat (la parola bebop è onomatopea di questi vocalizzi). Questo stile si connotò subito come una musica ribelle e protestataria, intesa da pochi iniziati

Erano infatti gli stessi musicisti delle grandi Big Band che, dopo aver assolto al loro compito di suonare nelle grandi orchestre, si ritrovavano ad improvvisare lasciando spazio all’interpretazione personale.

Dizzy Gillespie spiega il Bebop

Ascolta questo pezzo dei Dizzy Gillespie Quintet per capire a cosa ci riferiamo: Dizzy Gillespie Quintet – Salt Peanuts

Il Bebop: riflesso di un’epoca

L’immediata immagine di caos che tale musica provocava si rivelava in pieno accordo con il clima dei tempi, logorato dalla guerra e sconvolto dall’ecatombe dei valori imposti dalla classe dominante.

I primi musicisti a praticare in pieno questo stile uscivano da una generazione nuova, ancora sconosciuta, e si sforzarono per rendersi originali e distinguersi mediante comportamenti e abbigliamenti strani. Erano caratterizzati anche da un atteggiamento di premeditata ribellione verso le allora popolarissime convenzioni del jazz. 

Rifiutavano, in special modo, tutto ciò che aveva reso possibile il grande successo di questa musica: orchestre numerose, esecuzioni disciplinate, temi riconoscibili dal vasto pubblico, spettacolarità, adattamento al ballo. 

Il Bebop: la tecnica

Da un punto di vista tecnico, il primo comandamento del Bebop esigeva l’oscuramento del beat, cioè di quella continua pulsazione ritmica che impartiva il tempo ai ballerini. Di fatto, molti tra i jazzisti più dotati avevano già adottato un modo di fraseggiare più discontinuo, preparando quindi il terreno al tentativo del bop. Ma i boppers pretesero di scomporre la sezione ritmica su differenti piani strumentali.  Questo presupponeva un totale disdegno verso il jazz di largo consumo. Com’era immaginabile, nei primi tempi l’idea rimase relegata in jam sessions mattutine e club per pochi intimi come il Minton’s Playhouse di New York che servì da palestra e teatro sperimentale per i primi suonatori del bebop.

Thelonious Monk, Howard McGhee, Roy Eldridge, and Teddy Hill,
at Minton’s Playhouse, New York, N.Y., ca. Sept. 1947

Il Bepob: Thelonious Monk e le prime composizioni scritte

Tra i musicisti che per primi diedero luce a questo stile nuovo e rivoluzionario ricordiamo il pianista Thelonious Monk. Thelonious personificava l’idea di cultura alternativa o “hip” connesso con lo stile di bebop.

Thelonious Monk

Il suo accompagnamento e i suoi assoli sembravano quasi intenzionalmente di perdersi: scomodi e discordanti, ma in modo bello. Fu tra i primi a trascrivere composizioni espressamente per il bebop. Le sue composizioni originali rendono Monk uno degli artisti più considerati di questo genere. 

Puoi ascoltare uno dei brani originali di Monk al seguente link: Thelonious Monk and John Coltrane – Epistrophy

Il Bepob: Charlie Parker

Altra figura fondamentale per lo stile fu il sassofonista Charlie Parker che raccontò di avere accidentalmente “creato” il bebop mentre improvvisava suonando Cherokee, un brano di Ray Noble.

Charlie Parker

Parker disse che suonò così tante volte il brano che alla fine ne aveva la nausea, ma si accorse che impiegando come linea melodica gli intervalli più alti degli accordi e mettendovi sotto armonie nuove ma simili, stava suonando qualcosa di “nuovo”, una sorta di ritmo musicale insolito che aveva dentro di sé. Ko Ko possiede un’introduzione parzialmente improvvisata e la struttura di base degli accordi basata su quella di Cherokee.

Ascoltala al seguente link: Charlie Parker Live Carnegie Hall “Ko Ko”

Oltre agli artisti citati come non menzionare Bud Powell, Coleman Hawkins, Lester Young o Miles Davis. Vi invitiamo ad approfondire questo stile ascoltando alcuni dei loro pezzi in questa playlist: Bebop Jazz Essentials 

Emanuele F.