Il Charleston

Il Charleston: il proibizionismo e la Jazz Age

Come abbiamo visto nell’articolo sulla storia del proibizionismo, il periodo temporale che va  dal 1919 al 1933 è stato uno dei periodo più intensi della storia americana e non solo.  Il proibizionismo è stata infatti la culla di movimenti culturali, musicali e sociali che hanno modificato il modo di pensare e lo stile di vita delle persone dell’epoca.

La musica ha ovviamente accompagnato questo periodo storico modificandosi e reinventandosi per seguire gli animi e la voglia di libertà del tempo. Il Jazz accompagnò  il proibizionismo con le sue note diventando simbolo della rivoluzione che stava avvenendo. Sono questi infatti i “Roaring Twenties” e gli anni della Jazz Age.

Locandina di “The Original Charleston”

Il Charleston: la sua nascita 

Uno degli stili musicali che prese maggiormente piede in questi anni è sicuramente il Charleston. Il Charleston nasce proprio negli Stati Uniti all’inizio degli anni ‘20, precisamente nel 1923. Lo stile travolgente lo rende così popolare da farlo sbarcare anche in Europa negli anni successivi ( tra il 1925 e 1927). 

La canzone associata alla nascita e alla diffusione del Charleston come stile di ballo swing è “The Charleston”, del pianista  J.P. Johnson, del 1923. Puoi ascoltare la canzone cliccando su questo link: James P. Johnson – Charleston (1923).

James P. Johnson

Ci sono differenti teorie dietro la nascita dello stile di ballo che poi venne associato a questo genere musicale.

La prima teoria associa l’origine del nome “Charleston” all’omonima città portuale del Sud Carolina. Secondo questa teoria, l’origine sembra risalire ai lavoratori afroamericani del porto di Charleston e ai movimenti che facevano durante le loro operazioni di carico e scarico merci. Un ballo spontaneo quindi, di strada, come più o meno tutte le prime performance legate alla musica jazz. 

Un’altra teoria vuole, invece,  che l’origine di questo ballo provenga proprio dai movimenti delle danze tribali africane note come Juba. Questo stile è caratterizzato da movimenti rapidi e frenetici, salti e stomp con i piedi. Nella Juba, così come nel Charleston, ogni parte del corpo può essere usata come strumento per tenere il tempo, le mani vengono battute tra loro o contro gambe, petto e guance. 

Il Charleston è quindi un ballo brioso e scoppiettante.  E’ accompagnato da un ritmo sincopato in 4/4, veloce e travolgente. La carica del jazz unita a questo ballo scatenato, libero da tutti gli schemi precedenti, poteva sembrare ai più scettici una sorta di delirio collettivo ma in realtà era solo il punto di partenza di un’evoluzione delle danze swing.

In questo estratto del film “Don’t knock the rock” del 1956 possiamo vedere alcuni esempi dei passi del Charleston: 1920s dances featuring the Charleston, the Peabody, Turkey Trot and more

Il Charleston: l’america degli Speakeasy e dell’emancipazione femminile

Il periodo storico in cui si colloca la nascita di questo stile di ballo è quello degli Stati Uniti del proibizionismo. Il Charleston si diffuse quindi negli Speakeasy, fumosi club gestiti dai gangster dell’epoca, dove si vendeva illegalmente alcool e la musica Jazz regnava. E’ in questo momento che  nascono figure iconiche dell’emancipazione femminile: le flappers girl. Sono le prime ad indossare abiti corti e a tagliare i capelli a caschetto. Le flappers ascoltano jazz e ballano anche il Charleston, violando le norme morali dell’epoca. È l’inizio di una vera e propria rivoluzione culturale.

Speakeasy e Flapper Girls

Il Charleston: come si balla

Come abbiamo detto, il Charleston è un ballo molto frenetico e dinamico. Le gambe sembrano allungarsi in ogni direzione. Vengono infatti mosse verso l’esterno cercando però di mantenere le ginocchia unite. Le braccia vengono mosse a ritmo di musica seguendo quindi le sincopi che caratterizzano il Charleston. Il tutto avviene ovviamente a velocità elevata.

Coppia che balla il Charleston

Si può ballare sia singolarmente che in coppia. Questo tipo di ballo è stato in voga fino agli anni ‘30 quando altri stili, come il Lindy Hop, hanno preso il suo posto. Si ballava nella famose ballroom di Harlem (come ad esempio il Savoy o il Cotton Club) e il Charleston è stato inserito in queste nuovi tipi di ballo, seppur modificato e “ammorbidito”.

Il Charleston: oggi

Al giorno d’oggi il Charleston è molto diffuso tra il ballerini di Swing. Viene utilizzato sia nel ballo di coppia che in solo, ad esempio inserito in coreografie di jazz. Esistono delle vere e proprie competizioni organizzate in festival internazionali e non è raro, in pista, assistere ad una jam circle dove i ballerini si danno “battaglia” a suon di passi di Jazz e Charleston.

In questo video possiamo ritrovare Vincenzo Fesi impegnato nelle finali  di solo Jazz e Charleston del “The International Lindy Hop Championships”: ILHC 2017 Invitational Solo Jazz & Charleston Finals

Giuliano