IL JAZZ DURANTE IL PROIBIZIONISMO – La Jazz Age

Il proibizionismo, periodo storico che va dal 1919 al 1933, accentuò e accelerò la progressiva popolarità che il Jazz aveva iniziato a raccogliere sin dai primi anni del 1900. Nel decennio degli anni Venti conobbe il suo periodo d’oro, la cosiddetta “Jazz Age” o detta anche “Age of Sound”, perché improvvisamente il suono era ovunque. Il Jazz, dunque, inebriò gli americani e lo fece in più modi.

the Jazz Age

La Jazz Age  e i “Roaring Twenties”

La Jazz Age si inserì in una cornice di profonda e radicale trasformazione della societá americana. Quegli anni passarono alla storia come i “Roaring Twenties” -“I ruggenti anni venti”- creando mode e determinando tendenze praticamente in ogni aspetto del costume e dell’arte del tempo. Le persone iniziarono a spostarsi nelle cittá e abbracciarono uno stile di vita più autonomo e dinamico. In quegli anni l’industria di Henry Ford diede l’avvio alla grande produzione di automobili di serie e mise sul mercato oltre 15 milioni di vetture tra il 1908 ed il 1927. Iniziò a prender forma anche la moderna cultura mediatica grazie alla comparsa dei fonografi e della radio.

In un periodo storico pervaso dalla smania del divertimento, dove la musica ed il ballo assunsero un ruolo di primo piano nella vita sociale, avvenne il rapido boom delle Big Band, le grandi orchestre Jazz formate da strumenti a fiato (sassofoni, trombe, clarinetti e molti altri) supportati da pianoforte, contrabbasso, batteria e chitarra. Citando solo alcune delle personalità più note di quegli anni possiamo ricordare Cab Calloway, Fletcher Hamilton Henderson Jr., Duke Ellington, Joe Oliver, detto “King” e Louis Daniel Armstrong.

 Jazz Age – Harlem Renaissance è una bella playlist che puoi ascoltare per avere un’idea della musica di questi anni.

La Jazz Age: gli artisti dell’epoca

Cab Calloway fu il direttore della famosa orchestra del Cotton Club. “Minnie the Moocher” (1931), una delle celebri canzoni di questo artista, ero originariamente usata nei cartoni animati di Betty Boop.

Cab Calloway

Fletcher Henderson Jr. ebbe la fama di essere la miglior formazione afroamericana di New York. Prima di trasferirsi a New York ed intraprendere la sua carriera musicale, ottenne la laurea in chimica e matematica all’università di Atlanta. La sua orchestra, che suonò per diverso tempo al Cotton Club, divenne un’attrazione per molti musicisti alle prime armi che divennero tra i migliori strumentisti dell’epoca. Fletcher scrisse molti arrangiamenti per l’orchestra di Benny Goodman. Tra i brani più popolari possiamo ricordare la sua versione di “Sing, sing, sing” (1927).

Fletcher Hamilton Henderson Jr.

Duke Ellington fu tra i piú rinomati pianisti, direttori d’orchestra e compositori della musica Jazz. L’enorme impatto che ebbe sulla musica popolare degli anni ‘20 rappresentò il successo nella sua carriera rendendolo uno degli artisti anche oggi più conosciuti. Tra le sue canzoni ritroviamo il celeberrimo “It don’t mean a thing” (1931).

Duke Ellington

Joe Oliver, detto “King” fu compositore, direttore d’orchestra e cornettista Jazz e viene considerato tra i pionieri di questo genere musicale. Nel 1922 fondò la sua band, la King Oliver’s Creole Jazz Band, di cui faceva parte anche Louis Armstrong, di cui fu mentore. Tra i brani di successo di Joe Oliver non si puó non ricordare “Riverside blues” (1923) e “Too Late” (1929).

Joe Oliver

Louis Armstrong fu tra i più popolari musicisti Jazz, distinguendosi tra i migliori trombettisti e cantanti statunitensi. Nel 1922 si unì alla band del suo mentore Joe “King” Oliver a Chicago e nel 1924 iniziò a suonare con l’orchestra di Fletcher Henderson a New York. Si esibì al Connie’s Inn, in Harlem. Tra i brani più famosi, propri o reinterpretati, menzioniamo “Star Dust” (1927), “Weather Bird” (1928), “When You’re Smiling” (1929) e la famosa “Georgia on my Mind” (1931).

Louis Armstrong

La Jazz Age: il Rinascimento di Harlem

La carriera dei musicisti Jazz trasse beneficio dall’esplosione della vita mondana notturna presso le prime sale da ballo, quali ad esempio le prestigiose Cotton Club, Savoy Ballroom e Connie’s Inn. Il quartiere di Harlem,  abitato e frequentato principalmente dagli afro-americani, divenne emblema delle Big Band e del Charleston. E’ a tal proposito che si parla di un un vero e proprio Rinascimento di Harlem.

Il rinascimento dell’Harlem

Sebbene gli anni del proibizionismo stigmatizzarono il Jazz col marchio della trasgressione, per molti invece rappresentò una crescita del senso di autenticità e divertimento.

Federica e Danilo