La 52nd street

La 52nd street: dagli speakeasy ai jazz club

La 52nd street, posta cinque strade più a sud di Central Park, non si distingueva da altre aree di New York in cui abbondavano gli speakeasy. Tuttavia, nel 1927 Joe Helbock, proprietario di uno speakeasy della 52a e grande amico di Jimmy Dorsey, notando la frequenza con cui molti jazzisti si ritrovavano nel suo locale, decise di trasformarlo in un vero e proprio jazz club battezzandolo Onyx Club. L’iniziativa fu un pieno successo, e alla fine del proibizionismo molti altri locali seguirono l’esempio dell’Onyx club.

Mappa dei Jazz Club sulla 52nd street negli anni ‘40

Nella 52a Strada, fra la Quinta e la Sesta Avenue, erano concentrati cinque jazz club dalla caratteristica forma a “budello” (lunghi e stretti) che radunavano alcuni fra i migliori jazzisti del tempo: il 21 club, il Leon & Eddies, il Jimmy Ryan’s, lo Spotlight e, appunto, l’Onyx Club

Un esempio delle serate a cui si poteva assistere nei jazz club della 52nd street: Art Tatum, Tiny Grimes e Slam Stewart suonano al 3 Deuces nel 1943

La 52nd street: culla del jazz

Come già accaduto per Storyville a New Orleans, per il South Side a Chicago o per la stessa Harlem a New York, la 52a street divenne l’ombelico del mondo jazzistico. Critici e giornalisti la ribattezzarono la “Swing Street”.

Dizzy Gillespie, grande musicista dello scenario jazz, disse: la ‘’52nd street was a mother’’ che sterilizzò le piccole combo Dixieland del periodo degli speakeasy, per farle esplodere nelle big band swing del 1930.

La 52nd street negli anni d’oro

Nei suoi momenti migliori, dal 1930 agli inizi degli anni ’50, i club della 52nd Street ospitarono leggende del jazz come Miles Davis, Harry Gibson, Dizzy Gillespie, Billie Holiday, Nat Jaffe, Marian McPartland, Thelonious Monk, Charlie Parker, Louis Prima, Art Tatum, Fats Waller , Trummy Young e molti altri.

Ecco un estratto di un concerto di alcuni dei grandi artisti dell’epoca: 52nd St Theme (T.Monk), Dizzy Gillespie, Milt Jackson, Walter Davis Jr

Locandina serata jazz al 3 Deuces

La 52nd street: gli anni 40 ed il Bepob

‘’La strada che non dorme mai’’, come venne ribattezzata, fu rifugio e ritrovo di musicisti e cantanti degli anni 40  che realizzarono i pezzi storici della storici del jazz che ancora oggi ci esaltano. 

Oltre alla famosa Playhouse di Minton dell’Harlem, che come detto nell’articolo sul Bebop fu la palestra per i musicisti dell’epoca, la  52nd Street fu un altro dei luoghi fondamentali per la diffusione del Bebop.

Dizzy Gillespie at the corner of 52nd and 6th Avenue in 1952

La 52nd street: la migrazione verso nuove streets e la fine negli anni ‘60

Verso la fine degli anni ’40 la scena jazz cominciò lentamente a spostarsi altrove intorno alla città e il rinnovamento urbano iniziò a impadronirsi della strada. Di tutti i famosi club aperti dopo il periodo del proibizionismo, il 21 Club, aperto nel 1929, fu l’unico ancora presente sulla 52a street alla fine dei gloriosi anni ’40.  La sede dell’originale Birdland al 1674 Broadway (tra la 52nd e la 53rd), nato nel 1949, venne trasferito ed ora si trova sulla 44th Street, tra l’8th e la 9th avenue.

Fu però negli anni ’60 che la maggior parte dei club leggendari venne rasa al suolo o cadde in rovina. L’ultimo club chiuse i battenti nel 1968.  Oggi la strada è piena di banche, negozi e grandi magazzini e mostra poche tracce della sua storia jazzistica.

Copertina del New Yorker – Maggio 1948

Puoi vedere un breve documentario sulla 52nd street (in inglese) a questo link: 52nd Street

Un tempo, se avessi chiesto a un tassista di portarti in “the Street”, avrebbe saputo che volevi dire la 52nd street tra la Quinta e la Sesta strada, provate anche voi, chissà che non ci sia ancora qualche appassionato in giro!

Marika