La rinascita del Lindy Hop

Forse non tutti saprete che il ballo che tanto ci appassiona e ci fa divertire non è sempre stato sulla cresta dell’onda. Per qualche decennio, infatti, il Lindy Hop ha visto un periodo silente rischiando di finire nel dimenticatoio. Volete sapere come ha fatto a tornare di moda? Dovete sapere che il merito va tutto a un gruppo di ballerini svedesi

La rinascita del Lindy Hop: la fine dell’era Swing e il dominio del Rock’n’Roll

Con l’avvento della seconda guerra mondiale e il conseguente arruolamento di molti ballerini, si cominciò ad assistere, almeno in parte, al decadimento dell’era Swing legato anche al cambiamento nel genere musicale più popolare dell’epoca. La musica ebbe infatti un ruolo cruciale nella graduale scomparsa del Lindy Hop: verso la fine degli anni ‘40 le sonorità tipiche delle big band vennero sostituite da ritmi veloci e armonie complesse tipiche del be-bop. Queste nuove sonorità rendevano il ballo estremamente difficile. Altri musicisti si cimentarono in generi ancora più distanti sperimentando i ritmi latini del mambo, che cominciò a sostituirsi allo swing anche in sale da ballo storiche come il Savoy.

Harlem Mambo Competition 1953

I protagonisti della scena del Lindy Hop si trovarono così costretti a reinventarsi o a ritirarsi dal ballo. Frankie Manning, ad esempio, dovette arruolarsi per la guerra e al suo ritorno il Lindy Hop era sparito dalla scena. Dovette quindi reinventarsi e trovò un impiego stabile presso un ufficio postale. Norma Miller proseguì la sua carriera artistica lasciandosi coinvolgere in altre forme di intrattenimento e spettacolo. Tuttavia, entrambi cercarono comunque di continuare a ballare ogni volta se ne presentasse occasione.

Nel corso degli anni ‘40 e ‘50, un nuovo genere musicale iniziò a conquistare la scena spingendo il lindy hop ancor più nel dimenticatoio. Questi anni videro emergere un genere musicale che deve la sua origine ai ritmi dinamici già presenti nella scena musicale Americana come il Jump Blues, Boogie Woogie, Rhythm and Blue e la Country Music. Il genere di cui stiamo parlando è il famoso Rock’n’Roll

Potete vedere un estratto del film “Rock around the clock” del  1956 al seguente link: Rock & Roll Dance 1956 (Earl Barton & Lisa Gaye)

Earl Barton & Lisa Gaye

Nella metà degli anni ‘50 il Rock’n’Roll assunse un ruolo fondamentale sia a livello musicale che di ballo e costume. Icone dell’epoca come Elvis Presley, Chuck Berry e Little Richard fecero la storia della musica e lasciarono un segno anche nelle generazioni future. Come fu per lo Swing, anche il Rock’n’Roll segnò un’intera epoca diventando una vera e propria rivoluzione dello stile e della società.

Elvis Presley

Chuck berry

Verso la fine degli anni ‘70 venne a mancare una delle figure più importanti di questo movimento. Anche se in modo indiretto, la morte di Elvis Presley contribuì in parte  alla riscoperta della cultura Swing.

La rinascita del Lindy Hop: la riscoperta delle radici afroamericane del ballo 

Nell’autunno del 1977, dopo la morte di Elvis, crebbe in Svezia un forte interesse per il Rock’n’Roll e il Jitterbug. Tuttavia, fu il modo di ballare lo Swing nella cultura “bianca” ad arrivare per primo nella nazione scandinava. Nel 1978 venne infatti fondata la Swedish Swing Society, a cui oggi viene riconosciuto il merito di aver contribuito alla rinascita dello Swing e alla sua diffusione a livello mondiale. 

Per capire cosa si intende per Jitterbug guardate questo cortometraggio dal titolo “Groovie Movie”: Groovie Movie

Fu proprio un loro giovane ballerino, Anders Lind, a scoprire nel 1983 che il ballo da loro ritenuto originario e profondamente radicato nell’America bianca degli anni ‘50, era in realtà un ballo nero dell’era Swing degli anni ‘30. Da quel momento in poi il ballo cambiò il suo nome da Jitterbug a Lindy Hop. Per la Swedish Swing Society cominciò un’incessante ricerca delle vere origini e della sua cultura.

Herrang Dance Camp

La rinascita del Lindy Hop: alla ricerca degli old-timers 

Nel 1984 due membri della Swedish Swing Society, Lennart Westerlund e Anders Lind, volarono negli Stati Uniti per cercare i ballerini di Lindy Hop che avevano a lungo ammirato in vecchi film come “At Day at the Races” e “Hellzapoppin”’.  I due ragazzi scoprirono che uno di loro, Al Minns, aveva intrapreso la carriera di insegnante a New York. Fu proprio Al Minns a recarsi per primo a Stoccolma nell’autunno dello stesso anno per insegnare il Lindy Hop agli svedesi. Venne invitato nuovamente dalla comunità svedese nel 1985 ma, sfortunatamente, morì poco dopo. 

Nei primi minuti di questa intervista, Al Minns ricorda in modo simpatico il primo incontro con gli svedesi: Al Minns Part 2 (the story of the Sweds)

Nel 1986 Westerlund rintracciò e contattò telefonicamente Frankie Manning, conosciuto proprio tramite Al Minns. Nel febbraio del 1987 i due si incontrarono per la prima volta a New York. Nella stessa estate Manning si recò in Svezia e lavorò col gruppo per due settimane, una a Stoccolma ed una a Herrang Dance Camp, uno dei più importanti festival di Lindy Hop attivo già dal 1982. Questa esperienza si rivelò così piacevole e gratificante per entrambe le parti che quando venne chiesto a Manning di tornare a Herrang anche nel 1989, egli accettò immediatamente. Da allora, Frankie Manning tornò ogni anno al famoso Herrang Dance Camp fino alla sua morte, nel 2009. 

In questo video del 1997, Frankie Manning e Norma Miller mostrano come si ballava al Savoy durante Herrang Dance Camp: Frankie Manning Peabody

Frankie Manning, con la sua passione e il suo sorriso contagioso, contribuì a divulgare la cultura Swing in tutto il mondo diventando a tutti gli effetti Ambasciatore del Lindy Hop. Frankie e i ballerini della  Swedish Swing Society diedero una seconda vita a questo ballo oggi diffuso in tutto il mondo.

Frankie Manning a Herrang nel 2007

Lennart Westerlund intervista Frankie Manning sulla rinascita del Lindy Hop: Let’s swing! The Rebirth of Lindy Hop.

Silvia