Le radici del Jazz e la sua evoluzione

Le radici del Jazz e la sua evoluzione: il XVIII secolo

In quest’articolo proveremo a raccontare la storia della musica in un brevissimo excursus a partire dal XVIII secolo per arrivare al jazz. Brevissimo perché si affronta un argomento così vasto e ricco che solo uno storico della musica potrebbe chiarire. Ma ci proveremo!

Alla base di tutta la cultura musicale popolare nord-americana, si pongono senza dubbio le forme cantate, nate dalla cultura della popolazione nera schiava negli Stati Uniti d’America. I primi canti dei neri in terra americana presero origine direttamente dalle melodie tramandate dall’Africa.

Erano essenzialmente canti di lavoro, i cosiddetti Work-Songs, che gli schiavi intonavano per accompagnare la dura fatica nei campi sotto la sferza degli aguzzini. Cantare insieme li faceva sentire più uniti in un paese a loro sconosciuto.

Ecco un esempio di Work-Song: Lightning- Long John (Old song by a chain gang)

Schiavitù nelle piantagioni

Durante la schiavitù, negli Stati Uniti ci furono numerosi tentativi di de-africanizzare la forza lavoro nera. Agli schiavi era proibito parlare nella loro lingua madre, suonare le percussioni, praticare i loro riti religiosi animisti e musulmani. Non appena ebbe luogo l’affrancamento della schiavitù e i primi contatti religiosi e sociali nacquero differenti forme musicali. Ad esempio ricordiamo i canti religiosi Spirituals e Gospels, i cui testi si rifacevano direttamente alle sacre scritture, e il Blues che aveva caratteristiche più sociali e legate alla vita di tutti i giorni. 

Emozionatevi all’ascolto di un coro Gospel: Oh Freedom! – The Golden Gospel Singers (Lyrics in Description)

Le radici del Jazz e la sua evoluzione: il XIX secolo e il Blues

Il Blues nacque alla metà dell’800 lungo il delta del Mississippi (USA) e Memphis ne sarà la città simbolo. Nacque dopo la guerra di secessione americana, quando gli ex schiavi ebbero la possibilità di diventare contadini in piccoli appezzamenti di terra lavorata, sovente, a mezzadria. Una vita ancora peggiore dell’essere schiavo perché colma di una libertà effimera, vera sulla carta ma inesistente nella realtà.

Da semplice canto modulato, il blues si trasformò in genere affidato a specialisti. Questi erano cantori ambulanti, che, come originali menestrelli, si spostavano senza un’apparente meta, da una fattoria a un ghetto portando, con la loro voce roca, un “certo” sollievo alla disgraziata vita dei contadini neri e ricevendone in cambio ospitalità: è il blues rurale.

Blues rurale

Con il blues denunciavano il loro stato sociale, la squallida esistenza in cui si trovavano ai margini della società dei bianchi dai quali erano  ritenuti responsabili di tutto e sempre e comunque condannati. Cantavano di solitudine, di povertà, di vagabondaggi, di violenze, di fughe, di segregazioni, di soprusi.

È con il Blues che la comunità afroamericana dà inizio a un genere musicale del tutto nuovo in grado di interpretare i sentimenti degli “oppressi”. Da qui originano altri generi musicali come il Jazz, il Rhythm and Blues, il Soul, il Rock and Roll, il Rock; in pratica tutta la musica “pop” (pop acronimo inglese di popular cioè popolare), tutta la musica che ascoltiamo ogni giorno.

Una bellissima canzone di Robert Johnson: Robert Johnson – Me And The Devil Blues With Lyrics

Le radici del Jazz e la sua evoluzione: il XIX secolo e il Ragtime

Con l’avvento dell’era industriale e dello sviluppo delle città, i neri americani ebbero la possibilità di studiare la musica e di venire così a contatto con tutte le forme classiche e popolari della musica europea. Da questo incontro presero vita vari generi musicali strumentali come il Ragtime e il Cakewalk e generi vocali come i Minstrel-songs

Il Ragtime  è scritto generalmente per pianoforte come musica da ballo che si ispira alla polka, la mazurka e alle marce popolari. Si basa però su un elemento tipicamente africano, cioè sulla contrapposizione tra due ritmi diversi, uno regolare e ossessivo, generalmente tipico della mano sinistra, l’altro vario e sincopato eseguito invece con la mano destra.

Diffusosi dalla seconda metà dell’800 presso i neri della zona sud-occidentale degli Stati Uniti, era suonato inizialmente dalle cosiddette jug band, con strumenti casalinghi come l’asse per lavare i panni (washboard) e altri strumenti da cucina. Nel banjo trovò il suo principale protagonista, e più tardi cominciarono ad emergere per esso anche pianoforte e chitarra. Questo stile era suonato nei saloons, nei bar, nei cabaret, nei bordelli e anche nei locali eleganti dove si ballava il cosiddetto cake-walk, ballo le cui origini risalgono alle chalk-line walk nel 1876 nelle piantagioni .

Guardate come i Whistler suonano utilizzando delle giare: Whistler’s Jug Band – Foldin’ Bed

Strumenti tipici jug band

Le radici del Jazz e la sua evoluzione: il XX secolo

Negli anni venti del XX secolo, questa progressiva crescita sociale diede luogo alla nascita della parola Jazz nella città di New Orleans. Musicisti come Louis Armstrong e Bix Beiderbecke furono tra i principali artefici.

I successivi anni trenta e quaranta videro l’avvento delle big-bands e della Swing Era. La gente accorreva al Cotton Club a New York per Duke Ellington mentre Count Basie muoveva da Kansas City con la sua orchestra per stabilire in tutti gli States quelle che sarebbero state negli anni cinquanta le radici del jazz moderno. “Stay tuned!”

Seguì dalla metà degli anni quaranta al decennio successivo la rivoluzione del Be-Bop; armonie complesse e tempi velocissimi. Pioniere del genere è il trombettista Dizzy Gillespie, insieme al sassofonista Charlie Parker di cui parleremo nel corso della settimana: “Stay tuned!”

Dizzy Gillespie

Nel mondo del jazz irrompono le droghe che agli inizi degli anni 50 mietono le prime vittime: Billie Holiday, Fats Navarro e Charlie Parker tra le più celebri. Stile provocatorio e vita spericolata, presto il bebop diventa un movimento giovanile e un fenomeno sociale che attira a sé più d’una critica. La critica più severa arriva da Louis Armstrong, mentre altri esponenti della corrente classica, come Coleman Hawkins, ne difesero i contenuti innovatori.

Ma dopo una tempesta (il Bebop), arriva il sereno. È il turno del melodico e rilassante cool jazz. Tra New York e il Midwest, Miles Davis e Gil Evans impiantano il germe del jazz in California, dove si fanno notare Gerry Mulligan e Chet Baker, Lee Konitz, Dave Brubeck, Stan Getz e Paul Desmond. 

Ascoltate l’album “Birth of the Cool” (1957) di Miles Davis a questo link: Miles Davis – Birth Of The Cool (1957 Full Album)

Albero del Jazz

Lungo questo grande percorso musicale, New Orleans è stata un vero e proprio trampolino di lancio da dove hanno preso vita le forme classiche della musica per diramarsi fino ai generi moderni che ascoltiamo oggi giorno. Con il passare degli anni e l’evoluzione del jazz sono nati tantissimi sottogeneri degni di nota, che vi consigliamo di approfondire.

Emanuele & Marika