L’emancipazione femminile negli anni ‘20 negli Stati Uniti

L’emancipazione femminile negli anni ‘20 negli Stati Uniti: suffragette e flapper girls

Quello degli anni venti fu un decennio di forti cambiamenti anche per le donne. La Grande Guerra rivoluzionò l’immagine femminile quale “angelo del focolaio domestico”. Le donne infatti dovettero supplire l’assenza degli uomini chiamati al fronte e assunsero un nuovo ruolo sul piano economico. Finita la guerra, pertanto, era impensabile tornare allo status quo precedente e le donne presero maggiore coscienza del loro ruolo nella società. Gli anni venti sono quindi gli anni in cui l’emancipazione femminile conobbe un’importante accelerazione tanto sul piano politico quanto sociale.

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L’emancipazione femminile negli anni ‘20 negli Stati Uniti: il trionfo delle suffragette.

Il 1920 è l’anno del suffragio universale in America: le donne possono finalmente votare. La lotta per il riconoscimento del diritto di voto anche alle donne iniziò quasi un secolo prima, nella metà del 1800. Fu con il sostegno del Presidente Wilson che il 10 gennaio del 1918 la Camera dei Rappresentanti votò a favore del XIX emendamento della Costituzione, seguita dal Senato il 4 giugno 1919. Con la ratifica del 18 agosto 1920, 26 milioni di donne americane (bianche) ottennero il diritto di voto alle stesse condizioni degli uomini.

SUFFRAGE WINS

Il XIX emendamento della Costituzione americana recita: 

’’Il diritto di voto dei cittadini degli Stati Uniti non potrà essere negato o disconosciuto dagli Stati Uniti o da uno degli Stati a motivo del sesso”.

Il suffragio universale vide pertanto il trionfo delle “suffragette”, movimento di lotta femminista nato con l’obiettivo di garantire anche alle donne di diritto di voto. Le suffragette usavano diffondere le proprie idee attraverso comizi, scritte sui muri o cartelli con slogan come “Votes for women”. Spesso queste manifestazioni venivano soffocate con la violenza da parte delle forze dell’ordine e le militanti venivano arrestate.

MANIFESTAZIONI

L’azione della National American Woman Suffrage Association (NAWSA) fu determinante per il raggiungimento di questo importante obiettivo. Tra le numerose organizzazioni impegnate in questa battaglia c’era anche la “Woman’s Christian Temperance Union” (WCTU), storica società sostenitrice del proibizionismo.

Didscalia

L’emancipazione femminile negli anni ‘20 negli Stati Uniti: le flapper girls

La fine della guerra pose fine anche alle forti privazioni. Si riscoprì dunque la gioia di vivere e si sviluppò il business dell’intrattenimento. Il Proibizionismo, nonostante le sue restrizioni atte a moralizzare la società statunitense, offrì lo spazio per una ulteriore spinta dell’emancipazione femminile sul piano sociale. La smania del divertimento degli anni venti vide protagonisti la musica e il ballo e, assieme ad essi, le flapper girls. La ‘’flapper girl’’ – slang anglosassone per descrivere una ragazza da poco diventata una donna oppure una signorina dedita alla prostituzione – era  una donna audace e all’avanguardia. Disdegnava i vestiti convenzionali, contraddistinti dalla pomposità di ingombranti abiti ottocenteschi, di balze, cappelli e merletti tipici dell’aristocrazia e borghesia del tempo. Indossava invece abiti con frange, collane di perle e portava lunghi bocchini da sigaretta e accessori di piume.

Didscalia

Frequentava gli speakeasy ed night club dove poteva ballare il Tango, il Black Bottom ed il Charleston mostrando braccia e gambe nude, con una sessualità disinvolta e libera. In un articolo del 1921 di The Ladie’s Home Journal veniva posta la domanda: “Il Jazz mette il peccato in sincope?”, attribuendo alla musica la colpa di una tale inibizione e dunque del crescente desiderio di emancipazione femminile.

Le flapper girls, pertanto, rappresentavano un grido collettivo femminile alla libertà e al superamento dei valori e costumi convenzionali ottocenteschi, dando il via ad un percorso di emancipazione sociale delle donne attraverso la moda, la musica e la cultura, di cui oggi anche noi possiamo giovare.

In questo video possiamo vedere le flapper girls mentre ballano il charleston: The Roaring 20s, flappers dancing the Charleston

Dovremmo immaginare le flapper girls  come Anita Loos, o come Zelda Fitzgerald. Lasciarci ispirare dalle loro labbra a forma di bocciolo, da sopracciglia ridisegnate alla Jean Harlow e da tailleur alla Marlene Dietrich.

Zelda Fitzgerald

Marlene Dietrich

Il make-up delle flapper girls ispira malinconia e tristezza, caratterizzato da visi pallidi e guance rosee che invocano una sorta di innocenza. Lo sguardo e le labbra erano messi in risalto: sugli occhi, uno smokey eyes opaco, mentre sulle labbra un rosso amaranto.

Coco Chanel, fu antesignana dello stile che caratterizzava le flapper girls. Donna talentuosa e vera e propria rivoluzionaria, stravolse radicalmente quello che era il gusto dell’epoca.

Aveva una predilezione per la moda confortevole, androgina e sportiva: voleva emancipare la donna e renderla indipendente. Fu proprio da lei che le flapper girls presero il tipico caschetto alla garçonne.

Marika & Federica

Coco Chanel